Ho trovato il gioco piuttosto lento e con una trama ben poco emozionante e curata. Le numerosi missioni secondarie, che si traducevano in un semplice “ho bisogno di X cose, me le vai a prendere?” con una seguente ricompensa poco interessante e motivante, sono solo il contorno di un gioco che quando deve andare in profondità e raccontare del perché siamo meritevoli del potere su cui tutta la trama si appoggia, mostra il fianco dando luce ai suoi limiti. Il mondo da cui Avalanche ha avuto onore di trarre per creare il proprio gioco era immenso, con tantissime storie da sviluppare traendo spunto dalle due saghe dell’autrice J.K Rowling. Tuttavia gli sviluppatori si sono concentrati solo sul far sì che i giocatori si immedesimassero in quel mondo, senza badare troppo alla trama o a rendere denso e vivo quel mondo, come successo nel capolavoro di CD projekt red The Witcher Wild Hunt. Nell’opera che è arrivata nei nostri scaffali non c’è possibilità di giocare a Quidditch, per colpa del preside che l’ha vietato (senza spiegazione da parte degli sviluppatori). Arriverà con un DLC, già annunciato. Rumors parlano di un DLC altri invece mostrano una Warner Bros. maggiormente interessata a portare avanti un sequel del primo capitolo. Oltre a questa grave assenza, il gioco procedendo con la trama si avvicina ad essere una rivisitazione ottocentesca delle avventure di Newt Scamander, con tanti animaletti ben rappresentati e fedeli ai libri da catturare e allevare. Non sono molto chiare le motivazioni che hanno portato gli sviluppatori a togliere una sottotrama come il Quidditch che sarebbe stata una importantissima e illimitata risorsa (con magari anche la possibilità di giocare online con altri giocatori) da affiancare alla trama principale, per chiederti di continuare la trama grazie a catture di animali vari.
Questi animali a volte erano necessari per portare avanti la trama e sbloccare le missioni successive. Pecca anche la progressione del proprio personaggio, appena si inizia una partita nuova si ha la possibilità di cambiare nome e sessualità del personaggio per poi customizzarlo durante il gioco con tantissimi capi di abbigliamento diversi. E’ presente un sistema di livellamento che permette al nostro avatar di acquisire un punto da spendere, a livello, in varie categorie. Questo sistema di livellamento è troppo banale e con poca diversificazione. Le magie da utilizzare del nostro personaggio sono molte, e ad un certo punto del gioco si sbloccano anche le famose maledizioni senza perdono. Anche in questo caso il gioco mostra un grosso limite e un mancanza a livello logico nel rapporto tra il giocatore e tutto ciò che lo circonda. Andare in giro ad usare “il sortilegio che uccide” su qualunque nemico si trovi sul nostro cammino non inciderà in alcun modo su come gli altri NPC ci reputino. Nei libri queste maledizioni sono sempre state usate dai cattivi, Voldemort o i suoi fedelissimi seguaci noti come Mangiamorte. Nel gioco manca un fondamentale sistema di moralità: se fai le varie missioni secondarie ed aiuti gli amici, compagni di Howgarts o semplici cittadini di Hogsmeade sarai un mago buono e amato da tutti. Di contro se non aiuti nessuno e usi prevalentemente le maledizioni senza perdono mi sembra logico che gli NPC ti temano e che tu sia inseguito o ricercato dagli Auror. Invece a prescindere dalle magie che fai, se atterri i nemici mettendoli ko a colpi di “Stupeficium” e “Expelliarmus” o uccidi tutti con la famosa “Avada Kedavra” non farà alcuna differenza.
Il gioco di Avalanche ci ha portato a rivivere quelle sensazioni provate nel lontano 2001 con il primo film del nostro maghetto preferito, Harry Potter. La possibilità di entrare e correre liberamente per ogni angolo di Hogwarts e di volare con la propria scopa in un gioco Open World era ciò che milioni di fan del Wizarding World (e non solo) aspettavano. Seppur molto apprezzato dalla community e dalla critica, alcune carenze sono evidenti e potrebbero aver impattato negativamente sull’esperienza complessiva del gioco.




