Il nove Ottobre del 2019 Marco Giampaolo, nonostante la vittoria a Genova del giorno prima, veniva esonerato. Allora la dirigenza rossonera era indecisa su chi prendere, Spalletti chiedeva uno stipendio troppo alto e fu così che il Milan scelse Stefano Pioli. Tra le altre ex allenatore dell’Inter in un periodo non felice sulla sponda nerazzurra.
Il passato di Stefano Pioli
L’allenatore Emiliano veniva da una esperienza tribolata a Firenze, culminata con le dimissioni durante la fine del campionato 18/19. Lo scetticismo dei tifosi del Milan era grande quando la dirigenza lo scelse. Il Diavolo da troppi anni non era competitivo e i tifosi erano diventati impazienti, dopo diversi avvicendamenti in panchina e cambi di proprietà. Pioli aveva un modesto curriculum prima di allenare i rossoneri, a parte un ottimo anno alla Lazio culminato con la qualificazione alla Champions League dell’anno successivo.
Perché lui ?
Questa era la domanda di tanti tifosi rossoneri che dopo anni di allenatori acerbi o non adatti a palcoscenici importanti come quello di San Siro, volevano un allenatore pronto, carismatico e sopratutto vincente. Come possiamo impensierire la Juve che ormai vince da quasi un decennio o crescere come l’Inter che hanno visto con Spalletti una rinascita con anche il tanto agognato ritorno in Champions?
Gli inizi
Pioli sulla panchina del Milan si è concentrato sul salvare il salvabile nei primi mesi. Nessuna idea tattica, i migliori come Theo Hernandez erano in panchina e la dimostrazione della fragilità rossonera è data dal pesante 5-0 subito a Bergamo verso la fine del 2019. Col nuovo anno, però qualcosa è cambiato e Pioli è riuscito a centrare un buon sesto posto inanellando una imbattibilità che in serie A è durata per 27 giornate, fino al gennaio della stagione successiva.
Il primo anno intero, fino alla vittoria
Nella prima stagione interamente al comando del Milan, il gioco dell’allenatore Emiliano si è evoluto arrivando a dominare il campionato 20-21 per tutto il girone di andata. Nel girone di ritorno, complice anche un Inter lanciatissima e molto più preparata e competitiva le distanze si sono estese. Mentre i rossoneri hanno chiuso l’anno giocandosi la qualificazione Champions fino all’ultima giornata.
La fame, la voglia, la consacrazione di leao, l’impermeabilità di Maignan e l’esperienza di Giroud sono alcuni degli ingredienti che hanno permesso al Milan di festeggiare il proprio 19esimo scudetto al Mapei Stadium nel Maggio del 2022. Ma a conti fatti rimane sempre la stessa domanda: questo scudetto l’ha vinto il Milan o l’ha perso l’Inter ?
I campioni d’Italia di ieri e di oggi
Dopo lo scudetto bisognava rafforzarsi per poter aprire un ciclo di vittorie e per evitare di confermarsi solo un outsider. Così non è stato. Il primo colpevole in estate è stato il pessimo calciomercato, ha portato dei calciatori che nell’economia della stagione 22/23 hanno fruttato ben poco. Nel frattempo il gioco di Pioli stava diventando sempre più prevedibile: se nei primi due anni qualunque avversaria tendeva a giocare a viso aperto, con gli anni le squadre hanno capito il gioco di Pioli che si basa moltissimo sulle ripartenze e sui velocisti come Leao e Theo. Attaccare in ripartenza o attaccare con gli avversari schierati nella propria trequarti non è la stessa cosa. Pioli, da un lato non ha avuto aiuti dal calciomercato, ma dall’altro non ha mai provato a trovare delle soluzioni nello scardinare gli avversari che stanno arroccati nella propria area. Questo ha portato ad un calo di prestazioni, di punti, di gol e in generale ad un invecchiamento del gioco di Pioli che col tempo invece di evolversi come allenatore, si è intestardito giocando come ha sempre fatto.
Cambio necessario
Fino a quando gli avversari giocavano a viso aperto era facile rispondere con gli scatti di Theo è Leao. Con le difese chiuse il Milan si è scoperto incredibilmente povero di idee e trame di gioco credibili. Nonostante ciò, in fase di non possesso l’atteggiamento è sempre rimasto lo stesso: difesa alta e giocatori molto (troppo) aggressivi. Questo gioco spregiudicato fa si che i rossoneri in campo sprechino troppe energie per arrivare, inutilmente, fino alla trequarti avversaria per poi faticare ancora di più correndo all’indietro per evitare di subire ripartenze. Questo è il vero motivo dei tanti infortuni muscolari. Passare ad un 4-3-3 quest’anno è stato anche peggio, vista l’assenza di un vice mediano che poteva sostituire il lungodegente Bennacer. Le crepe e le critiche del gioco di pioli si vedono ormai da mesi ma non ha preso provvedimenti, questa è la colpa di più grave di tutte.
C’è un futuro sulla panchina del Milan ?
No, perché il rapporto di collaborazione tra il Milan e Pioli è come un fidanzamento in cui i due ormai non si amano più ma non riescono a lasciarsi perché vivono nell’inerzia. Pioli non ha un futuro al Milan, i tifosi non aspettano altro che la dirigenza dia una scossa all’ambiente già durante questa stagione. Ma non credo avverrà a meno di grosse figuracce..in attesa di Giugno 2024





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