Sembra che le critiche nei confronti dell’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, siano tornate di moda. I sette punti conquistati nelle ultime nove giornate stanno avendo un peso notevole sulla stagione della squadra, che si era alleggerita dagli impegni europei. Le aspettative nei confronti di una squadra storica come la Juventus sono molto alte, ma non tutto ciò che sta accadendo può essere imputato unicamente al mister. È chiaro che ci sono diversi fattori da considerare e che la situazione è complessa. La squadra e lo staff tecnico avranno sicuramente molto su cui lavorare per risollevare la situazione e soddisfare le aspettative dei tifosi e degli appassionati di calcio.
La situazione in attacco della squadra è sotto i riflettori
La carenza di risultati in attacco ha portato a una riflessione critica sulla squadra. I tifosi sono delusi dalla scarsa prolificità, i soli 44 gol in campionato non sono assolutamente sufficienti. Anche se Vlahovic si è distinto con 15 gol all’attivo, è evidente che un solo giocatore non può sostenere da solo il reparto offensivo. Gli altri attaccanti, come Chiesa e le controparti, non riescono a garantire una prestazione costante: la frequenza degli infortuni di Chiesa ha compromesso la sua crescita, mentre Milik e Kean, pur essendo validi comprimari, potrebbero non essere sufficienti per garantire continuità in attacco. Considerando anche i giovani talentuosi come Yildiz e Iling-junior, emerge chiaramente che manca qualcosa nel reparto offensivo, soprattutto a destra.
Si è parlato di ipotetici tridenti offensivi, in cui Chiesa e Vlahovic possono sicuramente trovare spazio come titolari. Tuttavia, la necessità di un terzo elemento di spicco è evidente, poiché gli altri giocatori attualmente non sembrano possedere le qualità necessarie per diventare titolari in una squadra che ambisce a competere per lo scudetto, soprattutto contro un avversario agguerrito come l’Inter. La ricerca di soluzioni efficaci in attacco è una priorità che non può essere trascurata. Soprattutto in vista degli obiettivi ambiziosi della squadra, è necessario un approccio strategico che possa portare a una rinascita del reparto offensivo e a una maggiore competitività a livello nazionale e internazionale.
Centrocampo desolato
Come si fa a criticare un allenatore che si ritrova a stagione in corso senza due centrocampisti, squalificati per tutto l’anno? Anche senza gli impegni europei, l’assenza di ben due uomini a centrocampo condiziona molto le rotazioni.
I giocatori rimasti fanno il loro dovere ma, ciononostante, la mediana rimane il reparto più debole della Juve. L’unico che sta giocando da top, anche in termini realizzativi, è Rabiot.
Il centrocampo della juve segna poco, questa è la chiave della poca prolificità dei bianconeri. Prendiamo gli stessi reparti delle due squadre che sono sopra in campionato: Inter e Milan.
I nerazzurri hanno Calhanoglu a 11 gol (molti su rigore) e oltre al turco un buon apporto con 6 gol è stato dato da Frattesi e Di Marco, considerato centrocampista per il ruolo in cui gioca. Mentre i cugini dell’altra sponda di Milano hanno Loftus-cheek a 10 gol, che sembra abbia trovato il proprio ruolo ideale come trequartista nel 4-2-3-1, e reijnders a 3 gol.
Mentre la Juve ha problemi a realizzare gol col proprio centrocampo sia a causa dell’assenza di Pogba e di Fagioli, ma anche per il fatto che i restanti non hanno il gol nel sangue. Locatelli è un mediano per esempio e ha attitudini difensive.
La situazione del centrocampo della Juventus è sicuramente complicata. La mancanza di giocatori chiave e la difficoltà nel trovare alternative che garantiscano il necessario contributo tanto in fase difensiva quanto offensiva rappresentano una sfida per l’allenatore e lo staff tecnico. La situazione dei rivali di Milano e degli altri club di vertice evidenzia la rilevanza di un centrocampo in grado di offrire un apporto significativo anche in termini realizzativi.
In quest ottica, risulta cruciale trovare soluzioni tattiche e di formazione che possano massimizzare le potenzialità dei centrocampisti attualmente a disposizione, sfruttando al meglio le loro caratteristiche e cercando di compensare, almeno in parte, l’assenza dei giocatori infortunati o squalificati. La capacità di adattamento e la ricerca di equilibrio diventano elementi fondamentali per fronteggiare questa situazione di emergenza.
Nonostante le difficoltà, il sostegno dei tifosi e la fiducia nella capacità della squadra di superare gli ostacoli possono rappresentare un fattore determinante. Resta da sperare che i giocatori disponibili riescano a dare il massimo e a supportare l’intero reparto per mantenere vive le speranze di successo nella stagione in corso.
Difesa goleador
Il reparto arretrato è senza dubbio il migliore , visto che la Juve è la seconda miglior difesa del campionato. Il “corto muso” ha contribuito a tenere testa all’inter fino al nuovo anno ma appena ci sono state delle crepe dietro, è stato difficile poi segnare più di quanto seppur poco si subiva.
I difensori hanno anche segnato sopratutto sulle palle inattive ed è difficile chiedere di più da loro.
La solidità difensiva è stata un punto di forza per la Juventus, mantenendo la pressione sugli avversari e limitando le opportunità di gol agli avversari.
Tuttavia, è importante riconoscere che l’apporto dei difensori non si limita solo alla fase difensiva, ma si estende anche all’attacco, come dimostrato dai gol segnati su palle inattive. Nonostante ciò, c’è spazio per miglioramenti, soprattutto in termini di qualità dei terzini, che potrebbero favorire l’adozione di un sistema difensivo a tre in base alle attuali risorse umane a disposizione.
In sintesi, la difesa della Juventus ha dimostrato solidità e versatilità, contribuendo sia alla limitazione dei gol subiti che alla realizzazione di gol cruciali nelle fasi cruciali della partita. Con alcune migliorie nei ruoli dei terzini, il reparto difensivo potrebbe raggiungere livelli ancora più elevati, fornendo una base solida per le future sfide del campionato.
In conclusione
La corsa per la qualificazione alla Champions League si fa sempre più intensa e avvincente. La possibilità di rimanere esclusi dalla prestigiosa competizione europea è un pensiero che preoccupa sia la società che i tifosi. La recente avanzata del Bologna, che si trova a soli due punti di distanza dalla Juventus, aggiunge ulteriore pressione sulla squadra bianconera. Tuttavia, nonostante questi sviluppi, la Juventus può ancora guardare al futuro con una certa serenità, considerando anche il pareggio della Roma a Lecce.
Ad oggi il quinto posto attuale non garantisce l’accesso alla prossima edizione della Champions League, quindi sarebbe preferibile non dover dipendere dai risultati di altre squadre impegnate sul fronte europeo, come Milan, Roma, Atalanta e Fiorentina. L’obiettivo resta quello di assicurarsi direttamente un posto nelle prime quattro posizioni della classifica.





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